Il baliatico storicamente era svolto in vari luoghi: presso la casa del bambino, presso la casa della balia, per lo più in campagna, presso gli istituti di carità e ospedali che accoglievano gli orfani.

Oltre a diventare un lavoro, all’interno di relazioni economiche tra i ricchi abitanti delle città e quelli delle aree rurali, meno abbienti, il baliatico era un’istituzione di mutuo ausilio diffusa in ambito rurale da secoli. Non essendo disponibili i prodotti industriali per l’alimentazione e l’integrazione della dieta del neonato si ricorreva all’aiuto di altre donne in maternità per supportare l’alimentazione del proprio bambino, sia per la scarsità del latte materno sia per ovviare al tempo di lavoro che costringeva le donne a passare alcune ora ai campi lontano dal neonato.

Nella città, come accennato, l’attività era sempre praticata da donne povere e spesso provenienti da ambienti rurali. Fare la balia diventò in certi periodi un mestiere remunerativo e non umiliante come le “serve” (domestiche) ma invece stimato, ben pagato e con ulteriori benefici.

Così, alla paga da balia, si aggiungeva il vitto, l’alloggio e addirittura i vestiti adeguati dovendo la balia essere integrata nella vita della famiglia per un periodo di tempo considerevole. Il compenso economico comprendeva inoltre un trattamento di fine lavoro che da famiglia a famiglia poteva cambiare ma che per le balie, donne povere, rappresentava la possibilità di costruire un fondo personale che la maggior parte delle proprie compaesane non avrebbero mai posseduto.

Si evince dunque che il baliatico rappresentasse per le donne di campagna un’aspirazione forte in quanto permetteva loro di elevare la propria condizione familiare, quasi al livello di “capofamiglia”, e di disporre così di un reddito più alto al confronto con quello del marito. La balia, dunque, poteva cambiare la propria condizione famigliare che la vedeva solitamente la moglie subordinata al marito. Allo stesso modo, anche all’interno del gruppo sociale di riferimento, la balia acquisiva una posizione di rilievo sia per l’accrescimento del reddito sia per la contiguità con ambienti urbani o rurali più ricchi che finiva per associarla, anche esteticamente, più a quel mondo che a quello di provenienza. Si deve infatti ricordare che alla balia era fornito tutto il necessario per elevare la propria estetica rispetto a quella delle donne della sua stessa estrazione sociale. Addirittura, oltre i vestiti confacenti alle balie di famiglie agiate, i più ricchi regalavano loro collane, orecchini, spille di corallo, con valenze magiche e benauguranti, in occasione del primo dentino del bambino.

Le balie erano spinte ad accettare questa condizione anche per ragioni non meramente economiche. In loro era presente la comprensibile ambizione di lasciare, seppur temporaneamente, la condizione di miseria in cui vivevano spesso per aderire ad uno stile di vita di livello superiore. Alla balia in famiglia non mancava mai nulla, addirittura molto spesso disponevano di una governante personale che si occupava del bambino, perché aveva il solo compito di allattare il bambino, come racconta una balia:

«Io dovevo allattare secondo le prescrizioni, ogni due ore, ogni tre ore. Poi però non facevo più niente: c’era una cameriera che puliva il bambino ed una governante che mi preparava e mi serviva i pasti. Fino ad allora io un piatto pronto per me in una tavola non l’avevo mai visto!».

   Ci si può chiedere come facesse la balia con il proprio neonato, d’altronde ogni balia era anche una madre nello stesso momento. Ogni balia infatti sceglieva di lasciare il proprio figlio a una compaesana anch’essa con uno o più neonati. Ovviamente la donna che riceveva il figlio della balia era pagata, sebbene ovviamente molto meno di lei. Trovare una donna che accudisse il proprio neonato non era difficile, solitamente erano presenti compaesane o parenti con neonati, considerato il tasso di natalità molto superiore nei secoli passati.

Si creava, in questo modo, oltre che un ambito sociale di mutuo aiuto, tipico delle società rurali, anche un piccolo circuito economico tra le donne in cui i flusso di denaro che andava dalla famiglia alla balia in parte ricadeva nel gruppo rurale di provenienza della balia stessa.